Re Ricard in Friûl

Ǧuanluche Franco

Re Ricard in Friûl

Da lis strichis cul Saladìn
a lis sgrifis dal cont di Gurize

(C) 2012 Clape Culturâl Aquilee (2ed)

Il romanzo

È un fatto appurato che il re inglese Riccardo Cuor di Leone abbia attraversato il Friuli, ritornando verso casa appena terminata malamente la Terza Crociata.

Ricard Cûr di LionCe ne danno notizia storici e scrittori nostrani e non, tutti però senza specificare altri dettagli all'infuori del fatto nudo e crudo: poco o nulla riguardo al luogo dove possa essere avvenuto lo sbarco; nulla sulla durata del soggiorno del re inglese in Friuli; quasi niente sul gruppo di crociati che aveva scelto per affrontare i pericoli che avrebbe incontrato attraversando l'Europa prima di arrivare nella sua isola; nulla riguardo a chi lo accompagnasse nell'attraversare le terre del Patriarca di Aquileia che «regnava» al tempo in Friuli e che di sicuro poteva agevolare o contrastare il suo passaggio.

I pellegrini che ritornavano dalla Terra Santa, ed in special modo i crociati, godevano in tutta Europa di un trattamento speciale, una sorta di lasciapassare diplomatico, figurarsi un re! Ed in special modo un re la cui famiglia, quella dei dʼAngiò, aveva un conto aperto con la Chiesa.

Il padre di Riccardo, Enrico II, aveva infatti fatto assassinare Tommaso Beckett, il vescovo primate della Chiesa Anglicana. Lʼomicidio si era verificato nel 1170, quando Riccardo aveva solo tredici anni, ma anche se allʼepoca era poco più di un bambino non aveva certo dimenticato il misfatto del padre.

E prima che fossero trascorsi tre anni dall'assassinio il papa Alessandro III aveva già beatificato il martire inglese, e la devozione del santo si era diffusa rapidamente in tutta Europa, arrivando anche in Friuli. Nella basilica di Aquileia, infatti, già nel 1180 il patriarca aveva benedetto un altare di marmo con scolpita la figura del nuovo santo vicina a quella del Cristo e di San Pietro.

San tomâs Beckett

In ogni caso la vicenda di Riccardo in Friuli è tutta in questi pochi fatti seppure significativi. Ma non la nostra storia. Abbiamo lavorato di fantasia, naturalmente, ma senza mai tradire quello che hanno scritto gli storici di professione.